Ritrovare la serenità: come superare la depressione attraverso la consapevolezza

by DharmaBlogger on October 17, 2010

Jon Kabat-Zinn, Zindel Segal, Mark Williams, John Teasdale

Ritrovare la Serenità: Come superare la depressione attraverso la consapevolezza
Raffaello Cortina Edizioni
Libro – Allegati: CD Audio – Pagine 256
Formato: 14×22
Anno: 2010

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Cosa contiene di particolare questo libro?

  • Un approccio assolutamente “laico”, scientifico e quasi “medico/cliinco” (nel senso buono del termine) alla meditazione e alle pratiche di sviluppo della consapevolezza e della salute mentale.
  • Una chiave di comprensione semplice ed efficace per conciliare il nocciolo degli insegnamenti orientali (modalità dell‘essere) con le esigenze tipiche della vita occidentale (la modalità del fare)
  • Una serie di tecniche e pratiche applicabili da oggi per liberarti a costo zero (escluso il costo del libro, si intende), dalle abitudini mentali che ti mantengono impantanato nell’umor depresso, e gettare le basi per una felicità salda e genuina.
  • Un CD di meditazioni guidate per accompagnarti gentilmente nelle tecniche proposte: scansione del corpo, yoga in piedi, consapevolezza del respiro e le altre pratiche descritte nel libro.

Perchè dovrei acquistarlo?

Magari perchè sei periodicamente depresso, o ti credi imprigionato in una sorta di “infelicità cronica” e senti che c’è qualcosa di sbagliato nel modo in cui affronti gli stati depressivi. Sai che è possibile non lasciarsene travolgere, ma non ti è ancora chiaro come fare per fronteggiarli nel modo migliore e destreggiarti come un ninja tra i meccanismi psicologici in gioco. Vorresti inoltre poter fare qualcosa a partire da te stesso, qualcosa di meno scontato dell’affogare i pensieri nell’alcool, assumere farmaci/droghe, sballarti in discoteca o rimbecillirti davanti alla TV.

Si va bene, ma non posso prenderlo in prestito in biblioteca o da un amico che ce l’ha già?

Chiederesti in prestito lo spazzolino da denti ad un tuo amico ogni volta che ne hai bisogno? Mmmh..non è molto pratico oltre che poco “igienico”. La mente in gioco è la tua, ti serve avere sotto mano uno strumento, (della carta + un CD, sono pur sempre uno strumento) dove poter trovare, ogni volta che ne hai bisogno, ispirazione, motivazione, esempi pratici di situazioni concrete, testimonianze di gente depressa e di come ne è uscita grazie alla pratica di consapevolezza, oltre alla guida di insegnanti  etc.

Se poi non sei ancora convinto, considera che iniziando l’acquisto del libro da questo sito, io dovrei ricevere una minima provvigione per ogni transazione riuscita. Questo significa che, se anche la lettura e la messa in pratica del libro non dovesse funzionare (cosa impossibile, ma questo lo puoi capire solo leggendo) starai contribuendo comunque ad alleviare perlomeno la mia di depressione. Vendere libri di questo tipo (libri “seri” che non prendono in giro nessuno  ), come puoi immaginare, è molto più difficile che vendere  libri sugli Angeli, sui tarocchi o i bambini indaco, per cui capita anche a me di incorrere spesso nella frustrazione e in stati depressivivi davanti allo stato di arretratezza culturale italiana su queste cose.

Se ti capita di acquistare il libro, mi piacerebbe avere un tuo commento in questa pagina, dove puoi tornare quando vorrai  per lasciare le tue impressioni sul testo e il CD, positive o negative che siano.

Jon Kabat-Zinn, Zindel Segal, Mark Williams, John Teasdale

Ritrovare la Serenità: Come superare la depressione attraverso la consapevolezza
Raffaello Cortina Edizioni
Libro – Allegati: CD Audio – Pagine 256
Formato: 14×22
Anno: 2010

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Alcuni estratti dal libro:

La modalità del fare è volta a conseguire obiettivi prefissati concentrandoci sulla discrepanza tra la nostra idea di dove ci troviamo in questo momento e le nostre idee su dove desideriamo essere.

La modalità dell’essere, per contro, non si occupa del divario tra il modo in cui stanno le cose e il modo in cui vorremmo che fossero. Almeno in linea di principio, non c’è nessun attaccamento ad alcun obiettivo da conseguire. Questo orientamento a “non lottare” contribuisce di per sè a liberarci dalla rigorosa concentrazione sull’obiettivo che è tipica della modalità del fare.

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{ 4 comments… read them below or add one }

Marcus December 27, 2010 at 6:58 pm

Ciao, ho dato uno sguardo al tuo sito, interessante e molto chiaro.
Io sono affetto da depressione alquanto seria e di lunga data e sono alquanto pieno di psicofarmaci.
Sto praticando da me il training autogeno da un mesetto e mi sento già leggermente meglio per quanto concerne l’ansia; le tecniche suggestive “autoipnotiche” per me hanno un certo fascino e pare che funzionino.
Credo di aver capito che la meditazione buddista-zen abbia in comune con queste tecniche di rilassamento la necessità di esercizio constante, ma che sia alquanto “non-direttiva” (c.d. non fare dello zen).
Credo anche che la meditazione dello yoga sia ad impronta più direttiva di quella buddista; per esempio l’esercizio della “roncola” nei pensieri credo non sarebbe ammesso dalla meditazione buddista e men che meno nella zen stretta; dimmi se mi sbaglio.

DharmaBlogger December 27, 2010 at 7:12 pm

Ciao Marcus, grazie per il tuo commento

Non so se hai già letto il libro di Kabat Zinn sulla depressione che propongo qui sul blog, spero possa esserti d’aiuto e di supporto.

Mi piace la tua definizione del buddhismo zen come “non-direttivo”, a differenza di pratiche più orientate/dirette ad un obiettivo particolare, come il training autogeno o certo yoga. Personalmente non so molto della meditazione yoga (l’esercizio della “roncola” non l’ho mai sentito) ma posso assicurarti che nel buddhismo, in particolare nel Theravada ma non solo, esiste tutta una serie di pratiche di stampo decisamente direttivo (metta, visualizzazioni, pratiche per l’eliminazione dei pensieri negativi).
Ad esempio, nel Discorso sulla pacificazione dei pensieri distraenti, Majjhima Nikaya 20, viene fuori che il Buddha, come ultimo rimedio contro certi schemi di pensiero distruttivo, propone addirittura che:

“pensieri del genere andrebbero trattati con forza, a dentri stretti, la lingua premuta contro il palato, con la determinazione a delimitare, schiacciare e sottometterei quei pensieri come si contiene un criminale violento. in questo modo si diventa maestri del pensiero e dei suoi percorsi. In questo modo si diventa liberi”.

Michele April 26, 2012 at 12:04 pm

Ciao DharmaBlogger e complimenti per i contenuti del tuo sito. Chiaro, diretto e pieno di ottimi spunti per ulteriori approfontimenti. Una domanda sul contenuto del libro…il cd è in lingua italiana?
Saluti.

DharmaBlogger July 14, 2012 at 10:55 am

Ciao Michele,
scusa se ti rispondo con qualche mesetto di ritardo 😉

Si il CD è in lingua italiana.
Grazie per i complimenti e alla prossima.

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